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Il via libera non significa però partenza certa, perché sono il governo ha cinque deleghe per definire concretamente le norme con cui la riforma decollerà, e fino a che i decreti delegati non saranno emanati tutto rimane inalterato. Auguriamoci ottimisticamente una certa velocità.
• Nasce il contratto a tempo indeterminato a tutela crescente con l'anzianità di servizio; le modalità devono ancora essere definite. Le garanzie per il lavoratore aumenteranno nel tempo e arriveranno al tetto massimo dopo tre anni di lavoro; il periodo di prova dovrebbe essere allungato. Si punta al "superamento" delle co.co.pro.
• Viene modificato l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori; in caso di licenziamento economico, il Giudice non potrà più prevedere il reintegro del lavoratore, che avrà diritto a un indennizzo economico ancora da definire; il reintegro rimane valido – come nel resto d'Europa – per licenziamenti nulli o discriminatori e per licenziamenti disciplinari ingiustificati.
• Passeranno a 4 o 5 le oltre 40 forme contrattuali oggi in vigore; oltre al contratto a tempo indeterminato, rimarranno senz'altro i contratti part-time, i contratti a termine e l'apprendistato.
• In caso di ristrutturazione aziendale, diventerà più semplice demansionare un lavoratore, ma il demansionamento sarà consentito a parità di stipendio.
• Viene previsto il rafforzamento degli strumenti tesi a favorire l'alternanza fra scuola e lavoro, introdotta dalla riforma Gelmini.
• In caso di cessazione definitiva dell'attività aziendale non sarà più possibile far ricorso alla CIG; scomparirà la CIG in deroga, e le aziende che faranno ricorso alla CIG pagheranno qualcosa in più delle altre; inoltre, l'accesso alla CIG sarà possibile solo quando saranno esaurite le possibilità contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro.
• Arrivano le ferie solidali, con possibilità per il lavoratore di cedere un surplus di ferie ai colleghi in caso di necessità.
• Viene rivista la disciplina dei controlli a distanza, che ora non tiene conto della moderna tecnologia di controllo impianti. Si punta a monitorare gli impianti senza ledere la tutela della dignità del lavoratore.
• L'Aspi (disoccupazione) viene estesa ai co.co.pro, che proseguono "ad esaurimento". Si ritiene che nell'esaurimento verranno compresi i co.co.pro., forma nettamente sgradita ai sindacati.
• Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate fra il 1° gennaio e il 31dicembre 2015 di disoccupati da almeno sei mesi viene concesso uno sgravio contributivo (esclusi i premi Inail) fino a 8.060 euro annui per 36 mesi.
• E' prevista la graduale estensione a tutte le categorie di lavoratrici dell'indennità di maternità, e c'è l'ambizioso progetto di prevedere misure volte a favorire la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro.
• Potranno essere abrogate singole disposizioni contrattuali che siano in contrasto con le disposizioni del testo organico semplificato, per evitare difficoltà interpretative e applicative.
• Si parla poi di integrare in unica struttura i servizi ispettivi del Ministero, dell'Inps e dell'Inail, prevedendo forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle Asl e delle agenzie regionali per l'igiene ambientale.
• Infine, si pensa di fissare un salario minimo orario garantito per i settori non regolati da accordi collettivi.

Saremo in grado di fornire notizie certe man mano che verranno emanati i decreti delegati.